martedì 26 febbraio 2008

Primavere

Più lunghi soli strappano sorrisi
A giochi d’altalene svolazzanti
E risplende dell’aria pungente, ancora,
Sui tramonti innevati, verso l’ovest:
La falce impallidita della luna
Si avviluppa cinerina nel sonno,
Mentre un pianto di pulviscolo, secco,
Bagna la terra di mesti riflessi.

Su sponde di sale arenano sogni
Che navigarono iridi profondi
E là sul lago fiorisce il giaggiolo
Specchiando le sue zagaglie di cielo
Sulle gualciture, figlie di vento,
Che spennellano percorsi impavidi
Tra i colori delle torbide acque
Che annegano cieche malinconie.