mercoledì 24 ottobre 2007

Canzone di pomeriggio

Sebbene le tue sopracciglia perverse
Ti diano un'aria strana,
Non certo quella d'un angelo,
O strega dagli occhi allettanti,

Io t'adoro, o mia frivola,
Mia terribile passione,
Con tutta la devozione
Del prete per il suo idolo.

Il deserto e la foresta
Profumano le tue trecce grevi,
Il tuo capo ha gli atteggiamenti
Dell'enigma e del segreto.

Il profumo gira sulla tua carne
Come intorno a un incensiere;
Tu incanti come fa la sera,
Ninfa calda e tenebrosa.

Ah, i filtri più forti
Non valgono la tua mollezza,
E tu conosci la carezza
Che fa rivivere i morti!

I tuoi fianchi sono innamorati
Della tua schiena e dei tuoi seni,
E tu mandi in estasi i cuscini
Con le tue pose languide.

Qualche volta, per calmare
La tua ira misteriosa,
Distribuisci con serio impegno
i tuoi morsi e baci;

Tu mi strazi, o mia bruna,
Con il tuo riso canzonatore
E poi posi sul mio cuore
Un occhio dolce come la luna.

Sotto i tuoi scarpini di raso
E i tuoi affascinanti piedi di seta,
Io depongo la mia grande gioia,
Il mio genio e il mio destino,

La mia anima,
Da te sanata, o colore e luce,
Esplosione d'ardore
Nella mia nera Siberia!

Charles Baudelaire

martedì 23 ottobre 2007

Amanti

Marciamo soli,
Coi tacchi sull'asfalto
Ogni mattina,
Senza sapere,
O senza voler sapere
Che la carezza del vento
E' il pensiero, mesto,
Che gli altri hanno di noi...

...così camminiamo
Senza accorgerci
Dei giudizi che ci sfiorano,
Avanziamo, incuranti
Dell'inverno e della pioggia,
Se ci ha fatto l'onore
Di apparire; non una
Lacrima bagna
I nostri occhi gonfi.

Abbiamo storie e ricordi,
E abbiamo sogni
In abbondanza,
Abbiamo il dolce stridio
Di un'anima in tumulto,
E abbiamo poca
Malinconica tristezza.
E abbiamo un cuore,
Quello sì, ma non si vede,
Nascosto com'è
Da sciarpe e cappotti:
Non riluce e non si nota
Neppure il suo ritmo
Serrato. Attende

In sordina, mai arreso
Ma quasi arrestato,
Il profumo d'un amore,
Come a seguire tracce
Non troppo marcate
Di un animale mitologico
E sconosciuto,
Sulla neve soffice:
Siamo angeli di catrame
In ombre di mezzogiorno.

martedì 9 ottobre 2007

Uno

Dove sono quegli abbracci
Che erano solo miei e tuoi,
Dove i tuoi occhi
Che segnavano la rotta
Verso il porto sicuro
Delle tue labbra turgide
Pronte a dischiudersi
Come un fiore zuccherino,
Dove sono le tue mani
Che erano anche le mie,
E dove i tuoi capelli
Pronti ad essere mangiati,
Demoni indisciplinati...?

Dov'è la tua pelle morbida
Che sa di brivido sottile,
Dove soffia il vento
Del tuo alito instancabile,
Dov'è il tuo abbandono
Di dolcezze sempre nuove,
Dove dormono adesso
I tuoi sogni d'oro bianco,
Dove sono le tue grida
Stridenti di melodia,
Dove rifugi testa e spalle
Quando troppo pesano?

Dopo il dolore,
Che cosa resta
Dei baci e le carezze,
Che cosa resta
Dell'autunno e le sue foglie,
Che cosa resta
Della neve del natale,
Che cosa resta
Dei gelati di primavera,
Che cosa resta
Delle spiaggie salate?

Soltanto tu, bella, sola,
Stesa nel tuo letto,
E soltanto io, curvo,
A scrivere di te...