Ti diano un'aria strana,
Non certo quella d'un angelo,
O strega dagli occhi allettanti,
Io t'adoro, o mia frivola,
Mia terribile passione,
Con tutta la devozione
Del prete per il suo idolo.
Il deserto e la foresta
Profumano le tue trecce grevi,
Il tuo capo ha gli atteggiamenti
Dell'enigma e del segreto.
Il profumo gira sulla tua carne
Come intorno a un incensiere;
Tu incanti come fa la sera,
Ninfa calda e tenebrosa.
Ah, i filtri più forti
Non valgono la tua mollezza,
E tu conosci la carezza
Che fa rivivere i morti!
I tuoi fianchi sono innamorati
Della tua schiena e dei tuoi seni,
E tu mandi in estasi i cuscini
Con le tue pose languide.
Qualche volta, per calmare
La tua ira misteriosa,
Distribuisci con serio impegno
i tuoi morsi e baci;
Tu mi strazi, o mia bruna,
Con il tuo riso canzonatore
E poi posi sul mio cuore
Un occhio dolce come la luna.
Sotto i tuoi scarpini di raso
E i tuoi affascinanti piedi di seta,
Io depongo la mia grande gioia,
Il mio genio e il mio destino,
La mia anima,
Da te sanata, o colore e luce,
Esplosione d'ardore
Nella mia nera Siberia!
Charles Baudelaire