Brilla d'un azzurro oceanico
Spezzato di nuvole rosee il cielo
E uno ad uno, come pennelli,
I raggi intinti di luce dal sole
Delineano verdeggianti prati
E foglie abbandonate nel vento,
Sfumate di tramonti orientali.
Tuona il rombo di risate lontane,
Mentre l'aria col suo gelo terso
Tutto sembra voler abbracciare;
Crescono di galaverna rami spogli
Carichi come di grappoli diamantini,
E la tavolozza mai non è vuota
Di terra di siena bruciata e d'ocra.
La molle resa d'un riposo inviolato
Ci trafigge travolgente di desiderio
Dove ombre di rondini tardive
S'accasciano in risacche d'estate,
Ma nascono nuovi tremori e sapori
Tra le coperte vuote di speranza,
E dal profondo di una lacrima.
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