Un urlo affogato
Nell'agonia senza respiro
Del mattino indaffarato
Sveglia anime putride
E le consegna, titubanti,
All'angoscioso nulla.
E non sai più chi sei.
Dalla cima del Parnaso
Sogni aggraziati
Voci melodiose spandono,
Ricordi di ciò che fu.
E delle membra d'un dio
Restano soltanto cicatrici.
E non sai più chi sei.
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1 commento:
fortuna che ci sono i farmaci contro l'alzheimer... anche se a 22 anni è un po' precoce!
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