Quante storie meste
Hai ingoiato con pietà:
Riflessi opalescenti
Di una luna tumultosa,
Ora giacciono sopite
Curate da carezze
Di spuma grigia e calda
Dimentiche dimenticate
Nella loro teca scura.
A quante urla
Scompaginate di sogni
Avrà risposto il tuo
Respiro indomito
In sere come questa,
Quante preghiere
Hai udito ignorare
Sulla rena gonfia
Di vento e lacrime?
Non è forse
Un pianto anche il tuo?
Nella salsedine si cela
Compassione eterna
Per noi che siamo
Reduci abbandonati
Come tante conchiglie,
Piccoli ossi di seppia
Logorati di vita.
Chi ti ascolta
Non può che amarti
E temerti, custode
Di memorie infinite,
Non può che cercare
Nei tuoi mille volti
Il segno che riassume,
La suprema parola,
Il senso di ogni attimo.
Rivela quel nome,
Amico caro, compagno,
E lo terrò solo per me.
Rispondi in un'onda,
Diniego roboante.
Cade la pioggia,
Sottile titolo di coda
Di queste mie semplici
Infantili conclusioni.
E nella face timida
Di una stella lontana
Mi riscopro melma
Sotto i tuoi piedi azzurri,
Sento canti di sirene,
Stridore di gabbiani,
Sonno ovattato
Sepolto tra litri
Di coralli insanguinati.
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